Nostalgia di Dio - dal 9 Gennaio 2020 al 12 Gennaio 2020

Nostalgia di Dio
Nostalgia di casa.
Questo potrebbe essere l’altro titolo di questo spettacolo, in quanto per me, la casa sono gli affetti, e gli affetti sono l’unica dimensione rimasta che mi rapporti al sacro.
Nel bene voluto, risiede il mistero.
È nel legame, nel bisogno dell’altro, la meraviglia.
C’è lì, nella casa, un’energia invisibile ma concreta, inafferrabile e solida: io so che c’è, anche se non la vedo. Ed è una delle poche cose certe che ho.
Ogni volta che torno a casa, io mi sento come se tornassi all’ infanzia. Ma non a una fase qualunque dell’infanzia, ma alla fase dell’onnipotenza, quella dei primissimi anni.
A casa mia, in questo habitat benevolo, io credo di potere tutto e una parte di me, bambina, si rilassa, si libera, respira e si sparge in giro.
Forse questo passaggio succede a tutti, quando tornano a casa. O forse no.
Forse è una dimensione del nostos, del ritorno dell’Eroe. Chissà.
Non so, non saprei, ma mi piace pensarlo.
Il mondo ci limita, la casa ci accoglie e ci espande.
Ed è in questa fioritura potente e affettuosa, che nascono i figli.
Che sono per me l'altra domanda su cui si annoda, senza scioglierla, questo spettacolo.
I figli da piccoli in particolare, in quanto piccoli Dei onnipotenti.
Influenzata dalla favola che ci hanno raccontato, illustrata dalle infinite madonne con bambino, il mio immaginario cattolico infantile - che è l’unico che ho, come probabilmente molti di noi che poi da grandi hanno lasciato perdere- si è ancorato lì.
È lì, prima dei 10 anni, su quelle immagini, che l’impressione indelebile mi si è formata: quella di un Dio bambino, visto dalla prospettiva della madre.
Insomma Dio, per me, è più un figlio che un padre. Un figlio se non proprio dio quantomeno onnipotente. Questo è secondo Freud quello che tutti noi siamo per un breve periodo.
Come non volerci tornare?
Nostalgia di Dio quindi si muove in questo strano crocicchio tra la nostalgia di casa e la nostalgia dell’infanzia onnipotente, che mi è maturato dentro ultimamente, senza capirlo ancora del tutto.
Tutti i bambini sono figli. Dio è un bambino. Dio è un figlio.
Tutti i figli sono Dio? Chissà.
Comunque sia, una cosa si sa: per le madri, i figli, non crescono mai.
L.C.


Luogo : Teatro Fabbricone

Autore : Lucia Calamaro

Esecutore : produzione Teatro Stabile dell’Umbria in coproduzione con Teatro Metastasio di Prato

Genere : azione coreografica e teatrale

evento del 9 Gennaio 2020 ore 20:45
SettorePrezzoDisponibilità
Unico
Posti numerati
I2 Intero online 17.00 €
R8 Ridotto over 65 online 13.00 €
RH Ridotto soci COOP online 13.00 €
RM Ridotto Convenzioni online 13.00 €
R7 Ridotto under 25 online 11.00 €
115Acquista biglietti

evento del 10 Gennaio 2020 ore 20:45
SettorePrezzoDisponibilità
Unico
Posti numerati
I2 Intero online 17.00 €
R8 Ridotto over 65 online 13.00 €
RH Ridotto soci COOP online 13.00 €
RM Ridotto Convenzioni online 13.00 €
R7 Ridotto under 25 online 11.00 €
110Acquista biglietti

evento del 11 Gennaio 2020 ore 19:30
SettorePrezzoDisponibilità
Unico
Posti numerati
I2 Intero online 17.00 €
R8 Ridotto over 65 online 13.00 €
RH Ridotto soci COOP online 13.00 €
RM Ridotto Convenzioni online 13.00 €
R7 Ridotto under 25 online 11.00 €
RC Ridotto Ridotto Convenzioni 14.00 €
132Acquista biglietti

evento del 12 Gennaio 2020 ore 16:30
SettorePrezzoDisponibilità
Unico
Posti numerati
I2 Intero online 17.00 €
R8 Ridotto over 65 online 13.00 €
RH Ridotto soci COOP online 13.00 €
RM Ridotto Convenzioni online 13.00 €
R7 Ridotto under 25 online 11.00 €
133Acquista biglietti

Login
E-Mail
Password
Registrati ora!
Non ricordi la Password?
Il tuo carrello
Il tuo carrello è vuoto!
Cerca
Acquisto veloce
Abbonamento open
MET CARD NATALE 2 INGRESSI
MET CARD NATALE 3 INGRESSI
MET RAGAZZI CARD
CARD METASTASIO UNIVERSITA'